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giovedì 12 maggio 2016

Roselline di antiche mura

Antiche mura                                      Siamo di nuovo in Toscana, di nuovo esternamente e lungo le mura di una dimora storica, risalente a fine Settecento; la bellezza ci sorprende di nuovo; questa volta con un romantico
cespuglio di deliziose,  piccolissime rose bianche.


Ville di questo genere stimolano la fantasia e l'immaginazione, conducendo in "altrove" già esistiti, e facendo tornare alla nostra memoria narrazioni o testi poetici. 
     " In un comune mattino d'estate-
Una boccetta di Rugiada- Un'Ape o due-
 Una Brezza- una capriola fra gli alberi-
                Ed io sono una Rosa! "
 Emily Dickinson


Sulle rose potremmo scrivere per ore, tante sono le specie, le varietà, i colori, le loro disposizioni nei parchi, nei giardini,ora in vaso, ora a cespuglio, ad alberello, a formare bersò o decorativi archi, ma sempre con un comune determinatore, la bellezza, unita alla semplicità, ma anche alla forza.
Diremo qui che la rosa bianca è simbolo di candore, purezza, amicizia.
Un cespuglio di tante piccole roselline è un delicato, romantico decoro, abbellimento nella bella stagione.

E' pur vero che la rosa può suscitare emozioni e "sentire" contrastanti.
Nel Medioevo, forse per la presenza delle spine lungo lo stelo, veniva sentita da una superstizione popolare come pianta delle streghe, ma nel contempo, per la sua bellezza, perfezione di linee, come pianta delle fate.
La rosa dunque simbolo di sentimenti anche contrastanti; amore e odio, purezza e passione.............., ma anche di completezza.
Essa è comunque associata alla femminilità, alla grazia, alla bellezza, alla perfezione, ed è ad essa propiziatoria.


La fioritura esplode nel mese di Maggio.



Questo infatti è detto il mese delle rose, grandi protagoniste, regine dei giardini, con i loro luminosi colori e soavi profumazioni.
Maggio è anche il mese della Madonna ed è anche per questa ragione che la rosa bianca assurge anche a simbolo di purezza, grazia, verginità, perfezione.
Alla Madonna si fa dono delle rose dunque, anche se rosse, per esprimere verso di Lei amore e devozione.

Lucia Bianchi

lunedì 9 maggio 2016

Fiori di malva

La malva

Capita, passeggiando per paesi,in parte urbanizzati, in parte no, che il nostro sguardo venga attratto da un qualcosa che per il suo colore allieta e da vita intorno a sé.
Qui siamo in un paese della Toscana, una zona precollinare, un passato caratterizzato da un incontro tra paese e ruralità.
E' così possibile incontrare ancora al suo interno ville ma anche giardini e greppi.
E' così che una sera il mio sguardo sia stato attratto da una serie di fiori rosacei, di colore  lilla, che svettavano su di un greppo in prossimità di una villa dei primi del novecento.
Sono tornata a fotografare quei fiori di Malva, la Malva sylvestris, una pianta erbacea della famiglia delle Malvacee, perenne o annuale, la fioritura della quale va da Aprile ad Ottobre, e le cui origini sono europee e dell'Asia temperata.
 Tra i miei ricordi vi è quello di quando da piccola andavo a raccogliere i fiori di campo e mi capitava di incontrare quel fiore rosaceo con petali bilobati.
Devo dire che pur preferendo altri fiori avevo un atteggiamento di curiosità  e di rispetto nei suoi confronti e che mai ne ho colto uno.
Avevo sentito dire in casa dei fiori di malva e delle loro particolari proprietà; circolava il termine di decotto di malva.

Infatti, come si sa, la Malva, una erbacea ricca di mucillagini, è una pianta officinale con proprietà medicamentose note ed ampiamente utilizzate nel tempo dalla medicina popolare.
Note sono le sue proprietà lenitive, emollienti ed antiinfiammatorie; vengono utilizzati sia i fiori che le foglie.

Tradizioni di medicina, di rimedi naturali, giungono sino ad oggi, ricordandoci atmosfere e sapori di antichi decotti, di infusi, di sapori, atmosfere di altri tempi*

LuciaB

  

domenica 8 maggio 2016

Fiori di Tarassaco

Luminosi, di un colore caldo, un  giallo dorato, come tante stelle della terra, i fiori di tarassaco fanno la loro apparizione spontanea in primavera.
Trattasi dei fiori del Taràssaco, Taraxum officinale, una pianta erbacea a fiore appartenente alla famiglia delle Asteracee.
Questa pianta erbacea a radice fittonante, quindi molto resistente, il che permette alla parte di fittone eventualmente non reciso  di generare nella stagione favorevole un nuovo individuo, nasce spontaneamente in pianura nei climi temperati, in terreni erbosi preferibilmente estesi, anche incolti, ed ha carattere infestante.

Oltre che per la simpatia dei piccoli fiori e delle sue infruttescenze, dette soffioni, il taràssaco è noto sin dall'antichità per le  virtù medicamentose delle sue foglie e radici, e per l'utilizzo che se ne fa in cucina, insalate primaverili depurative di foglie di tarassaco, e nella fitoterapia.

Chiunque abbia o abbia avuto in sorte di vivere in campagna o in paesi prossimi ad essa, ha sicuramente memoria di essersi imbattuto in questi fiori, un po particolari diciamo, nel senso che non sono visibilmente fiori da recidere, da raccogliere per abbellire vasi o comunque per adornare i giardini, ma sicuramente ed intuitivamente altro.
Sicuramente a molti tornerà alla mente il nome di Dente di leone, a causa della forma dentata dei petali dei fiori, cicoria selvatica, pisciacane, girasole dei campi, e quel sentire popolare, fatto di tradizioni giocose e semplici, in particolare legate ai soffioni.
Questo nome deriva dal fatto che, allorché si ha la maturazione dei frutti ( acheni di pappo ), i peli dei pappi espandendosi vanno a formare una sfera tale che al soffio, anche leggero, del vento, si dissolve. Infatti al vento gli acheni si staccano facilmente dal ricettacolo dell'infruttescenza.
Basta dunque un soffio*
Quante volte da ragazzi abbiamo fatto quel gioco di soffiare, un gioco" propiziatorio", augurale.

Capita di incontrare vecchi giardini e di vedere che qualcuno ha scelto di lasciare prosperare in parti di esso queste piante ed altre piante spontanee ed i loro fiori.
Potremmo dire che ciò è bello ed interessante.

LuciaB

venerdì 6 maggio 2016

 LL'ALBERO DI GIUDA'ALBERO DI GIUDA

I fiori rosa o bianchi della pianta del cosiddetto" Albero di Giuda" sono quanto di più bello ed ornamentale possa nascere nei giardini tra Marzo ed Aprile, ma possiamo     ammirarli anche in parchi e  viali.                                                                                                                                                          
Piccoli,ma numerosi, essi fanno di questa pianta un albero fiabesco, togliendole quell'aura negativa che lo avvolge in conseguenza di una leggenda che lo lega .a Giuda.

Il su vero nome è  Cercis siliquastrum o Cercis siliquastrumAlba ed è originario dell'Asia Minore.

Quando i fiori cadono dai rami un tappeto si forma alla sua base e la magia del colore si ripete, rosa o bianco che sia.
Ricordo che, quando eravamo piccoli, io ed i miei fratelli avvistammo un piccolo alberello in un angolo del nostro giardino. Ci sembrò strano e non particolarmente bello,ma, abituati ad amare la natura, decidemmo di volerlo tenere lì, con noi. Ed è così che poi ci innamorammo dei suoi tanti piccoli fiori rosa, ed ogni anno andavamo a controllare che tutto fosse a suo posto. Oggi è una pianta grande, alta e magnifica*

LuciaB

mercoledì 4 maggio 2016


                               Alloro
     Fiori di alloro

 
Si narra che la ninfa Dafne, della quale si era invaghito il

dio Apollo, sia stata trasformata in alloro, affinché potesse

liberarsi dalle eccessive attenzioni del dio.

Fu così che Apollo decise di coltivare quella pianta nel suo

giardino e, fattane una corona con le foglie, di porre questa

sulla propria testa per sempre.

Simbolo dell'irraggiungibile, l'alloro, considerato anche pianta

 sacra al dio Apollo, in quanto tale assurge a simbolo di 

onore e di gloria.

E' così che oggi una corona di alloro va ad adornare la testa 

degli studenti appena laureati.

Il Laurus nobilis, un piccolo albero o arbusto sempreverde, 

cresce spontaneamente nelle regioni mediterranee.

Troviamo piante di alloro, spesso sotto forma di arbusti, ad

 adornare i giardini italiani, sia come siepi, sia in vaso.

L'aroma delle loro foglie si diffonde attorno, così come, in

 Aprile, la bellezza dei piccoli fiori dal colore giallo- bianco

,disposti lungo lunghi gambi, va a generare un impatto

estetico di grande bellezza e gloriosa emozione. 


Lucia Bianchi

mercoledì 27 aprile 2016

Le calle                                                 Antiche mura 

                                            
Camminando là dove sono presenti antiche ville, è possibile
verificare quanto sia vero che nuovo è l'antico,  antico il nuovo.
E' così che si fanno eleganti  incontri  lungo i muri di cinta di una villa Settecentesca. Siamo più precisamente in Toscana.
Già di per sé mura di tale epoca sono bellissime, con i loro cancelli, le statue, poste in alto, sentinelle del giorno e della notte.
 Trovare fuori gruppi di fiori, tra i quali le calle, ma possono esservi rose, viole, lillà, è stupendo.
Lì ancora ti meravigli, e questo, guarda un pò, è meraviglioso!
Tornando alle calle, queste, su gambi robusti ed alti,,svettano sopra le grandi foglie, con una forma pura, quella di un bellissimo imbuto bianco.
Dal greco "kallòs", che vuol dire bello, la calla è legata da sempre alla bellezza, e direi, all'eleganza.

LuciaB

lunedì 25 aprile 2016

Papaveri

Hanno ispirato molti artisti, i campi di papavero, basti pensare ai dipinti di Claude Monet.
Tipici delle aree a clima temperato, essi fanno la loro apparizione in primavera, e già in Aprile è possibile vederli. Vengono a comunicarci che è arrivata la belle stagione; il caldo è alle porte.
Rossi, luminosi, crescono spontaneamente nei campi, nei bordi delle strade, lungo o tra le mura; normalmente folti, ampiamente distesi, ma talora anche singoli, in coppia o in piccoli gruppi.
Se viaggi e non sei in posizione di guida ed hai la sorte di essere in alto rispetto alla strada, i papaveri saranno tuoi luminosi gioiosi accompagnatori di percorso, là dove il sole, il clima favorevole hanno loro consentito di crescere rigogliosi, alti, bellissimi ai margini delle strade.
Meravigliosa, dominante bellezza della natura. 
Antichissimi, i papaveri già li troviamo nella antichità, in miti greci e romani.
Demetra, divinità consacrata ai campi di grano, trovò consolazione al suo dolore in infusi di papavero, allorché Ade , dio dell'oltretomba, ebbe rapito Persefone, sua figlia.

LuciaB